TAVOLA ROTONDA BIASSONO

Il 20 aprile, nell'aula consiliare di Biassono (Mi), si è svolta una tavola rotonda sul tema: "LA QUALITÀ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE IN BRIANZA - il passaggio dall'atto al servizio" organizzata da SVILUPPO BRIANZA e da comuni2000.

I lavori, aperti da Angelo De Biasio, sindaco-borgomastro di Biassono, e coordinati da Luciano Genovesi, direttore de Il Giornale di Monza e moderatore della riunione, sono stati conclusi da Flavio Sangalli, Amministratore Delegato di SVILUPPO BRIANZA.

Gli interventi, programmati, sono stati effettuati da:

Gianfranco Finco e Giulio Peco di comuni2000,

Luigi Perego (sindaco di Seregno),

Pietro Zanantoni (sindaco di Muggiò),

Ileana Musicò (segretario generale di Monza),

Giuseppe Portera (segretario direttore di Besana Brianza),

Ambrogio Meroni (sindacalista).

Lo spunto per l'iniziativa è stato tratto dalla raccolta di flash sul funzionamento dei comuni pubblicata nel libro telematico SPLASH! -Massimario per i comuni-, che è consultabile e prelevabile gratis su questo sito.

In sintesi:

Angelo De Biasio ritiene che il lavoro del gruppo che si riconosce in comuni2000 sia apprezzabile anche quando non è del tutto condivisibile e offra degli spunti e dei suggerimenti utili anche a chi, come lui, crede che la riforma della pubblica amministrazione debba necessariamente seguire un percorso graduale e non traumatico.

Finco e Peco ribadiscono invece che la pubblica amministrazione, se vuole rinnovarsi davvero, deve smetterla di agire per carte e procedimenti, come fa da cent'anni, e deve cominciare a operare per prodotti e risultati. "Anche perché -dice Finco- per capire se un procedimento è ingiusto ci vuole un avvocato, ma se un prodotto non gli va bene lo capisce ogni cittadino. "Vedo che ancora oggi -sottolinea Peco- la pubblica amministrazione è come uno strano Re Mida che trasforma tutto quello che tocca non in oro, ma in procedimento." E crea in molti l'illusione di andare avanti solo perché hanno la testa tenacemente rivolta all'indietro. "Viviamo in un sistema che è giunto al suo traguardo: per procedere bisogna cambiare radicalmente il modo di essere e di fare sia dei politici che dei burocrati".v Per Luigi Perego i veri problemi sono soprattutto determinati dalla mancanza di risorse e di un'adeguata cultura manageriale. "Le procedure burocratiche si sono snellite, velocizzate, ma per gestirle e ottimizzarle occorrono risorse umane, sia politiche che burocratiche, capaci e preparate." È necessario quindi creare delle scuole sia per migliorare la qualità dei dipendenti che degli amministratori.

Ileana Musicò ritiene troppo pessimistica la valutazione della situazione attuale. Negli ultimi anni si è fatto molto, sia a livello legislativo che sul piano organizzativo locale, per rendere l'attività dei comuni più fluida e vicina alle esigenze dei cittadini. In questo quadro bisogna sviluppare sempre di più un forte spirito di squadra e una organizzazione del lavoro manageriale e per obiettivi.

Giuseppe Portera pensa che il quadro giuridico esistente consenta ai comuni di darsi una organizzazione adeguata. Bisogna però che la dirigenza politica e quella burocratica -le cui funzioni devono restare separate- migliorino la loro preparazione e la loro professionalità. In questo quadro assume importanza strategica, e va valorizzata, l'unificazione delle funzioni di segretario-direttore.

Ambrogio Meroni condivide la necessità di dare maggiore vigore a una fase di cambiamento che sembra si sia assopita nel tempo. Bisogna puntare soprattutto sulla valorizzazione e sulla qualificazione dei dipendenti comunali, sulla separazione delle funzioni, sul riconoscimento dei meriti. Su questi punti soprattutto le occasioni, che pur ci sono state, sono state lasciate cadere.

Pietro Zanantoni sostiene che la pubblica amministrazione si deve orientare a una cultura del risultato nella quale le esigenze del cittadino sono tutelate dagli amministratori comunali e dalla carta dei servizi, il Peg è lo strumento fondamentale per definire gli obiettivi e il dirigente è colui che "deve assumersi la responsabilità di trovare le leggi o le interpretazioni utili a consentire il raggiungimento degli obiettivi fissati dagli amministratori".

Flavio Sangalli ha concluso la riunione ricordando che l'iniziativa rientra nel quadro delle attività previste dalla settima linea strategica di SVILUPPO BRIANZA Riqualificare la Pubblica Amministrazione locale. "È attraverso l'apprendimento che si può organizzare il miglioramento per arrivare alla qualità. Ed è proprio seguendo quest'ottica che è stato concepito il nuovo corso di laurea in Scienza dell'Organizzazione (che avrà sede a Monza), un corso specifico rivolto a creare la nuova classe dirigenziale locale attraverso la conoscenza della realtà socio-economica in cui verosimilmente lavorerà, oltre che gli strumenti essenziali per operare con i soggetti privati, pubblici e del terzo settore, che agiscono sul territorio. Il futuro della qualità nella Pubblica Amministrazione -ha concluso Sangalli- non può che passare attraverso l'apprendimento."

21 aprile 2004

CONCLUSIONI NOSTRE

La riunione è stata utile e interessante perché ha posto un problema primario ed essenziale per il funzionamento dei comuni ad operatori che ne sono coinvolti direttamente e quotidianamente.

Dagli interventi è apparsa comunque chiara la distanza che ancora esiste tra la voglia di cambiamento e la capacità di rinunciare alle abitudini che lo impediscono.