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Ci sono due slogan che i frequentatori abituali del nostro sito conoscono ormai fino alla noia: sono quelli di comune-azienda (contrapposto al comune tradizionale) e di comune realizzatore di prodotti e fornitore di servizi (contrapposto al comune curatore di procedimenti).
Purtroppo ogni tanto dobbiamo tornare sui nostri passi per sgombrare il campo dagli equivoci: come si suol dire, non ci siamo fatti capire o qualcuno non ha capito o qualcuno non vuole capire.
AZIENDA
Parlare di comune-azienda e non di comune tradizionale non significa affatto negare -anzi, lo abbiamo affermato in tutti i modi- che il comune sia un’azienda del tutto particolare per alcune sue speciali caratteristiche
(i fini, gli organi, i prodotti, la proprietà, e tutte le altre caratteristiche derivanti dalla Costituzione o dalla legge). Significa soltanto dire che i suoi criteri di organizzazione e funzionamento,
ove non siano conseguenza necessaria delle sue speciali caratteristiche, devono essere quelli di un’azienda. Non è poi così incomprensibile.
PRODOTTI E SERVIZI
Anche parlare di comune realizzatore di prodotti e fornitore di servizi e non di comune curatore di procedimenti non significa affatto negare che, nel fornire prodotti, il comune debba avvalersi dei procedimenti come disciplinati dalla normativa vigente.
Significa soltanto dire che i suoi scopi devono essere i prodotti e i servizi, mentre i procedimenti sono uno dei mezzi di cui si deve avvalere, così come lo sono le regole riconosciute dalla comunità scientifica, gli utensili conservati nel magazzino, i quattrini disponibili in tesoreria, ecc.. Anche questo lo abbiamo affermato in tutti i modi e non è poi così incomprensibile.
ESEMPIO
Perché un comune, per realizzare e fornire in proprio e bene un pasto della mensa scolastica, non dovrebbe organizzarsi e funzionare come la buona azienda privata appaltatrice che realizza e fornisce bene un pasto nella mensa scolastica del comune vicino? E perché quel comune dovrebbe porsi come scopo quello di eseguire la legge e non quello di realizzare e fornire bene un pasto?
Qualcuno ha mai visto nell’oggetto sociale di un’azienda che realizza e fornisce pasti, o anche solo nell’ordine del giorno di un suo consiglio d’amministrazione, l’obiettivo di eseguire la legge, in sostituzione o a fianco di quello di ben realizzare e fornire pasti? O qualcuno ha mai trovato una legge che contenga la ricetta della pastasciutta? O, in radice, qualcuno pensa che la legge possa sostituire la pastasciutta nel menu? Le ovvie risposte (“no”) equivalgono forse a negare che l’azienda debba comunque agire nel rispetto della legge, così come agisce nel rispetto di tutte le altre regole (scientifiche, tecniche, economiche ...)?
Perché non si possono dire le stesse cose per la pubblica amministrazione senza essere immediatamente avvolti da una cortina fumogena di precisazioni e distinguo? Perché è così scandalosa l’idea che, anche per quel comune di cui parlavamo, come per l’azienda, lo scopo è la buona realizzazione e fornitura dei pasti, in proprio o tramite appalto, e che, nel processo preordinato allo scopo, il procedimento è solo una componente necessaria insieme a tante altre necessarie ed eventuali?
Del resto, proprio chi si ostina a muoversi in una logica “legalistica” dovrebbe coerentemente prendere atto che da quindici anni è la stessa legge fondamentale della pubblica amministrazione (n. 241 del 1990) a imporre i criteri di efficacia, efficienza, economicità e trasparenza, tipici della logica del comune-azienda e del comune realizzatore di prodotti e fornitore di servizi!
NOMI E SOSTANZA
I nomi comune-azienda e comune realizzatore di prodotti e fornitore di servizi non piacciono perché riecheggiano un’impostazione di mero profitto? O perché si ritiene che le speciali caratteristiche e i procedimenti del comune siano troppi e troppo importanti per non avere un riflesso sul piano terminologico?
Bene: non chiamiamolo comune-azienda né comune realizzatore di prodotti e fornitore di servizi, chiamiamolo comune Antonio, chiamiamolo solo comune, ma la sostanza non cambia: nel rispetto delle sue speciali caratteristiche, deve essere organizzato e funzionare come un’azienda e deve avere i prodotti e i servizi come fini, mentre i procedimenti fanno parte del contesto nel quale si deve muovere.
Ecco: ora che i nomi sono chiari -o, quantomeno, è chiaro che ognuno può usare i nomi che più lo tranquillizzano- non sarebbe il caso che tutti cominciassimo a interessarci delle sostanza prima che sia veramente troppo tardi?
Anche per evitare che chi non è capace di preparare il pasto pretenda di farci mangiare la ricetta.
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